#Interrail, storia di un amore eterno.

Questo blog nasce per poter esprimere al meglio il mio amore incondizionato per i viaggi, per la scoperta e per le persone. Questa passione, mai affievolita nel tempo, può essere ben collocata nel tempo, possiamo farla risalire al 1 agosto 2011. Da quel giorno, per i successivi 23, ho intrapreso con tre compagni di vita, tre fratelli, l’esperienza più incredibile della mia vita.

Interrail è, per molti, sinonimo di trascuratezza, di giovinezza e di sregolatezza. Negli anni ho imparato che questo non è sempre vero, anzi. Non è solo una “esperienza per giovani”, può essere vissuto tranquillamente anche dai più “grandi” ovvero gli over 26.

Ammetto che anche io nutrivo forti dubbi su questa tipologia di viaggio, prima di intraprenderla. Mi sembra doveroso però procedere step by step.

  • Pianificazione di un Interrail

Come ho già ripetuto, l’interrail non è un viaggio “tradizionale”, pertanto sarà necessario iniziare a pianificare attentamente il giro da intraprendere. Primo dubbio esistenziale è: One Country Pass o Global Pass?

Io optai per il global pass e devo dire che non me ne sono affatto pentito. La prima volta, a mio avviso, deve essere Global. Il vecchio continente è grande ma nessuna distanza vi sembrerà impercorribile con il buon vecchio biglietto interrail.

Seconda domanda: dove acquistare il biglietto? Qui!

Il sito delle Ferrovie Tedesche (DBahn) sarà fondamentale per iniziare a capire che tipo di treni e quanto sono frequenti i collegamenti tra la vostra città di partenza e quella d’arrivo.

Il mio itinerario ha subito diversi cambiamenti in fase progettuale, eravamo partiti con un itinerario improponibile “Da Edimburgo a Istanbul” e siamo arrivati con un itinerario decisamente più contenuto ma non meno folle “Da Parigi a Durazzo” (poi diventato da Parigi a Zagabria, l’itinerario completo in coda al post).

Consiglio: usate il sito DBahn per avere un’idea di massima ma non sentitevi vincolati. Sarebbe molto meglio prenotare di volta in volta, durante il vostro interrail, la tappa successiva.

  • Ostelli

Qui si apre un mondo. C’è chi sceglie gli ostelli carini, chi quelli strani, poi ci sono io che ho scelto quelli economici perché, diciamocelo, i soldi a 20 anni erano pochini. Le posizioni rispetto al centro città non erano sempre delle migliori ma chi vuole risparmiare è disposto a camminare, anche parecchio, anche con uno zaino strapesante sulla schiena.

Una precisazione è d’obbligo. L’ostello è la soluzione migliore per questo tipo di viaggio a mio avviso. Conoscere decine di persone nelle sale comuni è l’esperienza più bella che si possa fare. Ho tanti amici sparsi per il mondo ed è sempre piacevole cogliere l’occasione di un viaggio per ritrovarli.

Consiglio: un appello sentito più che un consiglio. Scegliete bene la posizione del vostro ostello. Sembra un’ovvietà ma non lo è affatto, spesso si tende a considerare solo l’aspetto economico ma vi assicuro che 5€ in più potrebbero farvi risparmiare tanti euro in mezzi (ma anche per un eventuale cambio di alloggio… vi assicuro che durante i miei 23 giorni di Interrail ho pensato mille volte di cambiare sistemazione). Resta, inoltre, la regola aurea del viaggio on the road: ad est si risparmia. A Praga, Budapest, Cracovia et similia potrete SICURAMENTE dormire in centro in ostelli STRAfighi e STRAbelli a prezzi da miseria, quindi, amici, cercate, chiedete e vi sarà dato!

  • Prenotazione dei treni

E’ obbligatoria? E’ necessaria? Non c’è una risposta univoca. Non sempre è obbligatoria, non sempre è necessaria. Il mio consiglio è, appena arrivati, fondatevi alla biglietteria e chiedete se la prenotazione è obbligatoria. Nel mio inglese superscolastico ho sempre adottato il termine “compulsory” a torto o ragione. Nel dubbio, cari ragazzi, chiedete e vi sarà dato, in Europa c’è ancora gente gentile (ad esclusione di Colonia: a Colonia c’è il male).

Il mio itinerario è questo:

Come potete vedere il mio itinerario è stato molto ampio, vi consiglio di vivere l’interrail come un’esperienza day by day, godetevela fino in fondo assaporando quello che le città vi offre. Pianificate con attenzione i monumenti da visitare e, se ci riuscite, potreste risparmiare tanti soldi approfittando delle promozioni ed ingressi gratuiti ai vari musei/attrazioni.

In sostanza non esiste un momento migliore di un altro per organizzare un Interrail: che abbiate 20 anni o 80 non è questo il problema fondamentale. Un interrail può essere stimolante e divertente (con ritmi e necessità diverse) sempre.

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Budapest, consigli per l’uso!

Stai cercando una città in cui si uniscano perfettamente patrimonio artistico, risparmio e relax? Bene, ho quello che fa per te: BUDAPEST.

La storia di Budapest potrai trovarla facilmente su altri siti, quello che vorrei regalarti, ora, è la mia visione della città, la visione di un viaggiatore che ama definirsi “backpacker” e che a Budapest è tornato ben tre volte negli ultimi 6 anni. Pochi consigli ma essenziali. Pronti? Via!

  • Come raggiungere il tuo alloggio dall’aeroporto

Raggiungere il tuo alloggio non è mai stato così semplice ed economico: autobus 200E, dall’aeroporto con pochi spiccioli ti porterà alla stazione metro più vicina e da lì, in pochi minuti, raggiungerai i punti nevralgici della città. Rapido ed indolore, la soluzione che ti consiglio.

  • Dove alloggiare

Budapest è l’unica città in tutta l’Europa in cui ho provato tutte le soluzioni e quasi in tutte le stagioni: ostello, appartamento e hotel.

  1. L’ostello: il più economico in assoluto ai tempi del mio interrail era il LowCostel Hostel, nei pressi di piazza degli Eroi e delle terme Szechenyi, le più popolari e turistiche tra gli infiniti bagni termali che Budapest ti offre. L’ostello è una soluzione economica se sei a Budapest in interrail o non hai esigenze particolari ma, a posteriori e a parità di prezzo, scegli l’appartamento.
  2. Appartamenti: ne troverai centinaia e di tutti i tipi/prezzi. Lo scorso ottobre ho soggiornato presso Elite Apartment, nel quartiere ebraico. Posizione strategica, prezzo (ribadisco) stracompetitivo, pulito. Ho consigliato la stessa struttura ad una coppia di amici ed anche loro si sono trovati benissimo.
  3. Hotel: ho soggiornato in un hotel 4* stupendo, K+K Opera. I prezzi sono sensibilmente sopra la media di Budapest ma ti consiglio di provare la loro sauna (gratuita), magari dopo una giornata passata a girare per le strade della città. La posizione è magnifica, subito dietro la Basilica di Santo Stefano, nel centro città.
  • Cosa non puoi perdere

A mio avviso, durante una visita a Budapest, non puoi assolutamente privarti del Gulasch (io l’ho mangiato da Frici Papa, locale consigliatomi dalla mia migliore amica in Erasmus a Budapest – cena, bevande incluse, 5€) e, nel periodo natalizio, del Camino Dolce (Kurtoskalaks). Assapora i piatti ricchi di gusto nel Mercato Centrale della città, posizionato sulla riva del Danubio di Pest (in ungherese si chiama Nagycsarnok).

Non perdere per nessuna ragione al mondo un ruin pub (il mio preferito è senza dubbio Szimpla, nel quartiere ebraico).

Passeggia in tranquillità sul Danubio e goditi Buda con le sue stradine strette strette.

Il Parlamento merita assolutamente una visita. Il tour dura relativamente poco, 45 minuti circa, puoi prenotarlo qui in italiano.

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Dettaglio delle Scarpe sulla riva del Danubio

Merita una visita la Basilica di Santo Stefano e, se il tempo non è tiranno, puoi salire sulla cupola per ammirare Budapest dall’alto.

Se hai poco tempo, di seguito troverai il mio tour di soli due giorni (grazie Wizzair!), sentiti libero di approfittarne! 🙂

Se hai bisogno di altre informazioni non esitare a contattarmi! Se hai voglia di altri consigli di viaggio, clicca mi piace alla mia pagina Facebook!

Luci di Natale a New York

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Sono tornato, ricaricato e pieno di idee per il 2017.

Il mio 2016 non poteva chiudersi in maniera migliore, all’insegna del sogno Americano che, per uno degli anni ’80 come me, significa “Genitori in Blue Jeans”, “I Robinson” e chi più ne ha più ne metta.

Dopo il Vietnam in agosto (uno o più post arriveranno a breve sull’argomento), a distanza di pochi mesi ho deciso di visitare New York nel momento dell’anno, a mio avviso, migliore.

Per goderti al meglio la lettura, ascolta questo o questo.

New York a Natale è senza dubbio un tripudio di colori, di odori, di sensazioni. Un crocevia di popoli che vivono a stretto contatto tra loro, assaporando la magia del Natale.

Il viaggio in sé è costato relativamente poco, visto il periodo: voli Bari per New York (Newark) con scalo a Milano Malpensa (United Airlines) al costo di 550€ comprensivi di imbarco bagaglio con Easyjet sulla tratta Bari Milano a/r.

La scelta dell’alloggio si è dimostrata vincente: se volete visitare New York, il vero problema non sarà arrivare nella Big Apple ma piuttosto trovare un alloggio che non vi riduca sul lastrico. Io ho scelto il Roosevelt Hotel (E 45th – Madison Av), una preferenza non proprio economica ma sicuramente vincente per la posizione. A un isolato dalla Grand Central, a pochi passi da Saks, dal Rockefeller Center, il Roosevelt Hotel 4* si rivela un ottimo punto di partenza per gli avventori metropolitani di Manhattan.

Sicuramente però esistono alloggi più economici, e a questo proposito sarà meglio spulciare siti come Airbnb, Wimdu  o se viaggiate da soli, anche l’intramontabile Coachsurfing non deluderà le vostre aspettative.

Trovato il volo, prenotato l’alloggio, non resta che trovare il transfer più consono alle nostre esigenze: Airlink è la soluzione. Chi vi suggerisce taxi, metropolitana, uber, non sa davvero a cosa va incontro. Nel mio caso, da Newark ho raggiunto con 20$ il mio albergo senza dover impazzire con i mezzi. Con il taxi vi costerà in media 50/60$. Il sistema è comodissimo, non prevede mance obbligatorie (ovviamente l’autista sarà grato nel caso in cui voi siate così gentili da elargire le amate tips).

In tanti mi chiedono: per una settimana a New York è meglio in New York City Pass o il City Pass o uno dei mille pass che NYC vi riserva? La mia risposta è: NESSUNO.

Sentitevi liberi di visitare i musei, la città, i grattacieli in totale autonomia. Il MoMA è gratis il venerdì pomeriggio a partire dalle 16. Vi consiglio di raggiungerlo con un pò di anticipo perché la coda è veloce ma sarà lunga (e ancora più lunga raggiungere il guardaroba).

Il Guggenheim è gratis il sabato pomeriggio. Il 9/11 Memorial è gratis il martedì dalle 17 alle 21, ultimo accesso alle 19.

In merito al 9/11, che sia gratis o a pagamento: non perdetelo, nella maniera più assoluta. Ho trascorso qualcosa come 4 ore all’interno e posso dire che il tempo è letteralmente volato.

Il tempo, come nel Museo dell’undici settembre, volerà per tutto la permanenza nella città che a mio avviso è la Capitale del Mondo. Questa per me è la top 10 (l’ordine è puramente indicativo):

  1. Rockefeller Center
  2. Empire State Building
  3. Radio City Music Hall o un qualsiasi spettacolo di Broadway/ Off Broadway
  4. MoMA
  5. 9/11 Memorial Museum – One World Trade Center
  6. Times Square
  7. Brooklyn – Dyker Heights (se visitate NYC a Natale)
  8. Central Park
  9. American Museum of Natural History
  10. Messa Gospel ad Harlem

Perdetevi per New York e ricordate sempre che questa città, prima o poi, vi richiamerà a sé.

Pollino sospeso nel tempo

 

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Ci sono luoghi che si perdono nel tempo, che si presentano ai nostri occhi come se fossero usciti dalle pagine di una brochure di promozione del territorio.
Il Parco Nazionale del Pollino è esattamente questo: una cartolina, un privilegio di cui bisogna godere.

Muschio, foglie, faggi a perdita d’occhio, fanno da cornice ad un luogo incantato, non troppo distante dall’ormai famosissima Matera.

In due giorni di assoluto relax, lontano dal caos della città, dal telefono che squilla ogni secondo per una notifica diversa (facebook, whatsapp, email, messenger), riscoprirete la bellezza di un luogo sospeso nel tempo. Lo visiti ma ti chiedi se effettivamente non sei un nuovo Roberto Benigni in “Non ci resta che piangere”. E’ un viaggio, non solo nel tempo, ma nei costumi e nei colori, in cui si vive in maniera consapevole, nel rispetto della Natura e dell’Ambiente.

Il Parco offre tante guide professionali, io ho scelto una persona che ha davvero dell’incredibile, una delle persone che, a pelle, ti trasmettono tranquillità e pace: Giuseppe, una guida ufficiale del Parco Nazionale del Pollino, è anche il titolare della Quercia di Licari, un’agriturismo stupendo, con una quercia di 300 anni che protegge un’ampio spazio verde di cui, davvero, non potrete fare a meno. Giuseppe organizza percorsi trekking molto interessanti, di diversa difficoltà. Mi ha accompagnato e spiegato come abbiano fatto alcune piante a sopravvivere e proliferare nel Parco del Pollino.

L’esperienza vi cambierà il modo di vedere la vostra quotidianità, se amate le lunghe passeggiate nella natura, apprezzerete senza dubbio questo viaggio sensoriale, stimolerete: la vista con il tripudio di colori, l’udito con il verso del picchio verde che vi accompagnerà per tutto il tempo, l’olfatto con l’odore del bosco e della terra, il gusto con i sapori indimenticabili della cucina lucana e calabrese ed infine il tatto, toccate la terra e le foglie che il Pollino vi offre.

Il budget è molto ridotto, vale la pena investire il vostro tempo in questa meravigliosa terra.